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GAZZETTA DEL SUD

Mercoledì 14 Settembre

 

Cgil, Cisl e Uil ,   dopo la tragedia dell'operaio Salvatore Mascali, chiedono interventi seri e avanzano proposte

MAI PIU' MORTI SUL LAVORO

 

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 Uno scorcio del cantiere del raddoppio ferroviario

Melito - Reggio nei pressi di Bocale

 

Serve una svolta, netta, decisa per evitare che si ripetano ancora morti sul luogo di lavoro, affinche Salvatore Mascali non sia morto invano. In questa terra del Sud troppo spesso accade che si muoia con addosso il sudore e la fatica di un lavoro strappato, un lavoro nero,  che uccide.  Niente sicurezza, niente protezioni tanto in gioco e solo la vita di un operaio! E tempo di dire basta, di levare forte la voce e per questo adesso e necessario il grido del sindacato. Cgil, Cisl e Uil sono insieme e lanciano idee e proposte per difendere i diritti dei lavoratori. Ricorda Pino Zito, segretario della Uil: << Abbiamo finito appena la settimana scorsa di commemorare,  insieme al presidente della Giunta regionale, le due braccianti di Albidona morte sulla 106 nel mentre si recavano al lavoro, che subito dopo siamo stati raggiunti dalla notizia di un'altra giovane vita, quella di Salvatore Mascali, spezzata mentre lavorava in un cantiere per il raddoppio del binario della tratta Melito-Reggio Calabria. Una sequela di incidenti che risalta in maniera drammatica be condizioni di lavoro non esattamente conformi alle Legge esistenti del settore. La nostra idea e che le recenti normative che sovrintendono al mercato del lavoro abbiano, ancora una volta di più, allentato la sensibilità degli operatori in questi settori: il sistema piramidale degli appalti e dei subappalti determina uno scarico di responsabilità, ma ovviamente non di coscienza, di quelle imprese che riescono ad ottenere gli appalti ma poi scaricano sui subappaltanti una serie di oneri che comportano dei costi, a nostro avviso, non eliminabile. II tutto va ricondotto ad un mercato del lavoro malato>>.Noi più volte abbiamo denunciato con i numeri, - prosegue Zito - una situazione drammatica che non riesce a sensibilizzare i vari livelli di responsabilita istituzionale; quando noi diciamo che in Calabria esistono duecentomila disoccupati e in più duecentomila lavoratori in nero affermino una realtà drammatica, basti pensare che se un meccanismo virtuoso dovesse far si che in Calabria si potessero creare diecimila posti di lavoro l'anno,  impiegheremmo 40 anni per assorbire disoccupazione e lavoro nero. La sicurezza sui posti di lavoro dipende anche da questo. Diecimila posti fanno sono una chimera allo stato attuale e naturalmente in questa situazione i costi che derivano dall'applicazione delle norme sulla sicurezza vengono ritenuti un optional».

Che fare, dunque?

<<Occorre mettere mano da subito alla regolamentazione del mercato in modo che agiscano soggetti che con correttezza esplicano un ruolo di datori di lavoro e non di "prenditori"; e chiaro che i costi sociali ed umani che si eliminerebbero sarebbero di gran lunga più alti di quelli che siamo poi costretti a quantificare ogni qual volta facciamo le commemorazioni>>.

Anche Cosimo Piscioneri, segretario della Cisl, analizza la situazione: «Assistiamo ad una carenza, per quanto riguarda la nostra provincia in modo particolare, di coordinamento tra gli organi a ciò preposti: Ispettorato del lavoro, Asl, Inail,  Infatti le imprese appaltanti nel capitolato hanno una voce ad hoc per quanto riguarda i piani di sicurezza sui posti di lavoro che non sono per legge soggetti a ribassi. Noi vorremmo capire perchè e con quali criteri vengono impegnate queste risorse da parte delle aziende, sapendo che c'e sia un responsabile dei lavori e sia un responsabile del procedimento che dovrebbe vigilare, oltre agli organi ispettivi sull'impegno di queste risorse.Quindi chiediamo, che venga istituito nel più breve tempo possibile un coordinamento di Inail,Ispettorato del lavoro e Asl, sapendo,  inoltre, che nel settore dell'edilizia in modo particolare la sicurezza e fondamentale. Chiediamo che vengano messi in essere corsi per la sicurezza degli operai e che le imprese che vengono ammesse alle agevolazioni fiscali preventivamente siano sottoposte a controllo, dando premialita a quelle imprese che maggiormente rispettano gli standard della sicurezza. Serve anche una verifica periodica con certificazione dei mezzi meccanici e non. Pensiamo che investire, sia da parte delle imprese sia da parte del Governo in sicurezza diventa motivo di economicita oltre che di dovere della tutela della vita umana>>.

Per Nino Costantino, Cgil la morte di Salvatore Mascali rappresenta uno dei paradossi calabresi: un alto tasso di disoccupazione e un alto tasso di incidenti sul lavoro: in quest'ultimo caso la ricerca di occupazione e costata la vita ad un giovanissimo lavoratore edile siciliano che era venuto a Reggio Calabria per lavorare al raddoppio ferroviario Reggio-Melito. Morire sul lavoro e sempre una tragedia, morire pero a venti anni e inaccettabile. In questo episodio c'è tutta la vertenza che il sindacato ha costruito in questi mesi rispetto al raddoppio ferroviario, che e una indispensabile struttura di sviluppo economico e sociale dell'area, vertenza che ha riguardato sia i tempi di realizzazione dell'opera sia i piani di sicurezza delle imprese e delle stazioni appaltanti sia l'inevitabileaumento del traffico stradale sulla statale 106. Siamo, quindi, del parere che il giovane operaio non e morto per caso ma pu.rtroppo ha perso la vita perche l'associazione di più fatti concreti hanno elevato enormemente il rischio derivante da una normale attivita lavorativa. Per questo nei prossimi giorni i sindacati di categoria degli edili chiederanno di essere portati a conoscenza dei piani di sicurezza predisposta dalle imprese impegnate nella costruzione dei lavori oltre agli obblighi derivanti dalle leggi in materia per le stazioni appaltanti. Alla Giunta regionale, che per la verità e intervenuta tempestivamente, chiediamo la convocazione immediata di un tavolo con tutti i soggetti interessati per capire se sono stati rispettati tutte le disposizioni relative alla sicurezza sui cantieri del raddoppio. Al Governo nazionale chiediamo invece di passare dalla fase degli annunci alla costruzione di una politica della prevenzione nei luoghi di lavoro destinando per esempio nuove e piu ingenti risorse per la promozione della sicurezza sui luoghi di lavoro. Alla magistratura, infine, chiediamo di accertare rapidamente eventuali responsabilità per evitare ii ripetersi di altri morti sul lavoro».E anche l'assessore regionale Michelangelo Tripodi (Pdci) chiede <<al governo nazionale di fare fino in fondo la sua parte, destinando nuove risorse per la promozione della sicurezza sui luoghi di lavoro>>.

 

IL QUOTIDIANO

Domenica 11 Settembre

 

Zito (Uil) chiede l'attenzione di tutte le istituzioni

«Poca sicurezza nei cantieri»

Morire a venti anni in un cantiere di lavoro, schiacciato da una pesante rampa di carico, è un destino davvero inaccettabile. Salvatore Mascali, il giovane catanese, ha perso la vita per uno stipendio decoroso. La sua morte adesso ha aperto un dibattito fra le varie istituzioni. Ieri ha aperto le danze il presidente della giunta regionale Agazio Loiero. Il governatore calabrese ha espresso il suo rammarico ed il suo cordoglio per la fine improvvisa del giovane operaio di Randazzo. L'ha fatto a caldo. Oggi, invece, è la volta del segretario provinciale della camera sindacale della Uil di Reggio Calabria, Pino Zito. Stenta a credere a quanto accaduto il responsabile provinciale del sindacato di Luigi Angeletti. La morte di Salvatore Mascali si inserisce in un contesto disarmante, segnato dalla scomparsa di altri tre operai calabresi. Pino Zito lo ricorda nelle prime battute del suo ragionamento. "Questa serie di incidenti raccapriccianti sul lavoro - dichiara Zito - denotano lo scarso livello di sicurezza esistente sui cantieri. Abbiamo appena finito di commemorare le due braccianti di Albidonia che siamo costretti, passando per Perugia dove è perito un lavoratore edile calabrese, ad indignarci per l'ennesimo incidente". "Tutto ciò - prosegue - denota una scarsa sensibilità che negli ultimi tempi si è allentata attraverso una serie di meccanismi che incidono sul mercato del lavoro in termini estremamente negativi. Appalti e sub appalti. Una piramide di responsabilità che consente di abbassare il livello di sicurezza". "Siamo dell'avviso - conclude - che bisogna intervenire. Riteniamo che la sensibilità mostrata dal presidente della giunta regionale in occasione della commemorazione delle due braccianti di Albidonia si traduca nei fatti attraverso una oculata rivisitazione degli strumenti di sorveglianza sul territorio della nostra regione, ben sapendo che le competenze sono diversificate fra vari soggetti istituzioni. A questi dobbiamo chiedere di fare sino in fondo la propria parte. Siamo stanchi di commemorare, scandalizzati dai via via sempre più scarsi livelli di sicurezza sui posti di lavoro e continueremo a denunciare pubblicamente le situazioni che non ci convincono". Cordoglio e rammarico viene anche espresso dalle segreterie territoriali della Cisl e da quelle del settore costruzioni Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil. "Esprimiamo - scrivono - enorme tristezza e rammarico per il tragico destino riservato al giovane lavoratore, esprimiamo il nostro cordoglio e sentiamo di essere profondamente vicini al dolore della famiglia Mascali". "Al riguardo - proseguono - non è accettabile che un giovane ventenne muoia in modo così orrendo, come sottolineato dal presidente Agazio Loiero. Occorre quindi creare le condizioni per prevenire i pericoli che possono nuocere la quotidianità di tutti i lavoratori e le lavoratrici". "Accogliendo il messagio di Loiero - dicono infine - crediamo che sia indispensabile e primario rivedere all'interno del mondo del lavoro le inadempienze e soprattutto far sì, da un lato, che l'edile possa industrializzare il proprio pensiero e, dall'altro, non si mercifichi la sicurezza. La sicurezza, quindi, non deve essere un costo. Solo così la cultura della fatalità o della ineluttabilità del morto a Km si riscirà a sfatare".

 

GAZZETTA DEL SUD

Sabato 10 Settembre

 

La Triplice Sindacale scrive alle istituzioni

PORTO, NUOVO ALLARME : AZIENDE IN CRISI

 

GIOIA TAURO - Per la crisi occupazionale nel Porto di Gioia Tauro, le segreterie regionali e territoriali FiltCgil. FitCisl e UilTrasp hanno chiesto un incontro urgente al presidente della Giunta regionale Agazio Loiero, al vicepresidente Nicola Adamo, all'assessore ai Trasporti Pasquale Tripodi, all'assessore regionale al Lavoro Egidio Masella, al presidente della Giunta provinciale di Reggio Calabria Pietro Fuda e al presidente dell'Autorita portuale Giuseppe Guacci. Nel documento «le scriventi segreterie regionali e territoriali, denunciano la grave situazione di crisi occupazionale, che si e venuta a determinare all'interno del Porto di Gioia Tauro, crisi che interessa diverse imprese che vi operano all'interno> .

<<La condizione più' drammatica - sottolineano i responsabili sindacali Larosa e Larocca della Cgil, Piscioneri e Ozimo della Cisl, Zito e Rizzo dell'Uil - e quella che si e determinata alla "All Service S.c.a.r.l.", operante nel Porto di Gioia Tauro>>. Al riguardo, essi fanno presente che <<dopo una lunga crisi, il 17 agosto 2005, si e addivenuti ad un accordo tra le organizzazioni sindacali, i lavoratori e l'azienda, con l'individuazione dello strumento del contratto di solidarietà difensivo, per scongiurare i licenziamenti, altrimenti inevitabili, per un calo di attivita di rizzaggio ed una difficolta ad acquisire nuove commesse, sia nel transhipment, che nella diversificazione delle attivita portuali>>.

I sindacalisti informano che <<nonostante i continui solleciti inoltrati al ministero del Lavoro, da parte nostra, da parte dell'azienda e da parte della Prefettura di Reggio Calabria, per un incontro risolutivo della vertenza, a tutt'oggi non si e avuta nessuna risposta. E sottolineano che << tale comportamento ha determinato una situazione insostenibile, anche per la tenuta dell'ordine pubblico >>.

I sindacalisti ricordano che attualmente la All Service occupa 93 lavoratori; che nel frattempo l'azienda è stata costretta a presentare i libri contabili al Tribunale di Palmi per la messa in liquidazione, e che il giudice ha nominato il liquidatore. Questa situazione - aggiungono ancora i sindacalisti - ha creato una forte preoccupazione ai limiti della disperazione nelle famiglie dei lavoratori, i quali nella stragrande maggioranza sono monoreddito e vivono una situazione di assoluta incertezza>.

Alla luce di quanto esposto, gli esponenti sindacali sollecitano tutte le personalità alle quali è stata indirizzata la comunicazione <<a convocare urgentemente una riunione in modo di poter trovare una soluzione adeguata alla grave crisi che si e determinata nella suddetta azienda e nel sistema portuale gioiese, attivandosi in modo celere ad una programmazione e gestione dell'area portuale condivisa, per salvaguardare gli attuali livelli occupazionalia.

 

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