Il Sole 24 Ore

SUD

 

Mercoledì 30 Settembre 2009

 

SE IL TRENO AD ALTA VELOCITA' NON VA OLTRE LAMEZIA

Treni a rischio in Calabria. Dal prossimo 13 dicembre ,treni ad alta velocità come il Frecciargento Roma - Reggio potrebbero fermarsi a Lamezia Terme. Per i treni a lunga percorrenza della ferrovia jonica si prevede addirittura il binario morto. A  fartemere  il peggio  in un documento che la Divisione passeggeri di Trenitalia irreniralia ha sottoposto ai sindacati a luglio, intitolato Progetto Esercizio. Tre le fasce dell'offerta sono rappresentati dai treni Frecciarossa (Etr 500), dai Frecciargento (Etr 600)e dai Frecciabianca (Euro star City). Ci sono poi i Servizi di base, previsti dal contratto di servizio tra Fs e lo Stato, che includono gli Intercity diurni e i treni di notte.La Calabria è interessata dal segmento dei Frecciarento, che oltre al nuovissimo Etr 600 Alstom comprende anche i Pendolino Fiat. Proprio  l'Etr 600,che salvo ritardi collega Roma a Reggio in 5 ore e 14 minuti (costo 91,20 euro in prima classe, 61,80 in seconda) verrebbe dal prossimo invento limitato Lamezia Terme, 121 chilometri prima, realizzando quella percorrenza standard di 3 ore e 59 tipica del servizio Eurostar Fast.(Continua)

ULTIMA FERMATA LAMEZIA TERME?

Da dicembre probabile un nuovo capolinea calabrese per i treni ad alta velocità

La notizia delle soppressioni, diffusa ai primi di settembre, ha risvegliato l'opinione pubblica provocando l'immediata smentita delle Ferrovie dello Stato per bocca del direttore della Divisione trasporto regionale Giancarlo Laguzzi. In realtà, secondo voci non confermate il prossimo orario invernale porterebbe un Etr 600 in partenza da Lamezia alle 6.45, mentre quello da Reggio verrebbe posticipato alle 7.30. Tuttavia, il Frecciargento in Calabria sembra un "ospite" a tutti gli effetti non esistono impianti titolari per la manutenzione e nessuno dei macchinisti calabresi è abilitato alla guida di questi treni: il turno fra Napoli a Reggio è coperto per intero dal personale della Campania.Circa i collegamenti notturni Sud-Nord, si vocifera ddell'azzeramento dei convogli dalla Sicilia e della limitazione - lo denuncia il sindacato Fast  Ferrovie - di quelli dalla Calabria secondo la politica del cosiddetto ultimo miglio: per raggiungere Milano o Torino bisogna scendere rispettivamente a Bologna o Genova e proseguire con treni regionali. Sul versante jonico,lo spettro dei tagli aleggia sull'Ic750 Reggio-Milano,sull'Ic 766 Reggio-Torino e sull'Espresso 890 Reggio - Roma, cui potrebbe aggiungersi il Catanzaro - Torino  (Espresso 908) via Taranto-Rari e il Catanzaro-Roma (Espresso 954) via Metaponto-Potenza-Salerno.Anche queste notizie, che disegnano uno scenario apocalittico, sono state smentite con forza da Laguzzi: « E priva di ogni fondamento la notizia secondo cui col prossimo orario invernale scomparirebbero i treni in un certo senso intoccabili, perché oggetto di un preciso contratto tra l'azienda Ferrovie dello Stato e ministero dei Trasporti che li definisce servizio universale. Sono, in sostanza, l'ultimo baluardo della ferrovia intesa come funzione sociale svincolata dal mercato. Nonostante si tratti di un servizio in perdita (anche a pieno carico i ricavi non coprono i costi) Trenitalia si sforza comunque di mantenerli in viaggio, magari con qualche miglioria, aggiungendo le cuccette Comfort C4 ai treni da Reggio o ristrutturando le carrozze-letto tipo MU, ora completamente rinnovate negli arredi e nel confort.Stando al responsabile regionale per le ferrovie Giovanni Itri, dal 2005 ad oggi dopo il trasferimento di alcuni uffici superiori  nel vicino compartimento di Napoli e la chiusura di molti impianti Cargo - sono stati tagliati 4.000 treni/km (-40%) e almeno 50-60 unità fra macchinisti e personale viaggiante hanno perso il lavoro. «Dobbiamo difendere il diritto alla mobilità e l'occupazione» incalza Giuseppe Bartolo, segretario regionale Uiltrasporti. << Le istituzioni non possono rimanere sorde e insensibili al grido di ferrovieri e cittadini, assistendo allo sfascio delle ferrovie».«Stanno realizzando il loro sogno tratteggiando la linea dell'isolamento» chiosa Pino Zito della Uil il provinciale riferendosi a Fs. «I problemi posti sono sentiti e reali» riassume il segretario generale Uil Calabria Claudio Castagna. Ci attendiamo ora, dalla dirigenza delle ferrovie, una rapida convocazione per discutere dei seguenti punti: treni alta capacità con partenza da Reggio e non da Lamezia; potenziamento della linea ferroviaria Jonica; valorizzazione del porto di Gioia Tauro per il trasporto merci e salvaguardia dei livelli occupazionali, con programmi di sviluppo e non di ridimersionamento».