IL QUOTIDIANO

 

Mercoledì 6 settembre

 

 

Richiesto un incontro con Loiero:  << Impianto incompatibile con la Piana >>

 

Termovalorizzatore  sindacati e Wwf all'attacco

 

 

 

GIOIA TAURO - Oggetto: un incontro << urgente>> con il presidente della Giunta Regionale Agazio Loiero e il Commissario per l'Emergenza Ambientale in Calabria Carlo Alfiero. Obiettivo: capire fino in fondo la posizione della Regione Calabria sulla questione del paventato raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro. Firmato: la Triplice sindacale della provincia di Reggio Calabria che ieri ha rotto gli indugi, inviando una lettera a Catanzaro per porre ufficialmente sui tavoli della Regione il dissenso dei sindacati e del territorio della Piana di Gioia Tauro rispetto all'eventualità, sempre più plausibile alla luce degli ultimi sviluppi, che i lavori per potenziare l'inceneritore di contrada Cicerna vadano avanti. Il "settembre caldo" di Cgil, Cisl e Uil sul fronte ambientalista, si è aperto ieri dunque con una presa di posizione netta che sposta il dibattito sul futuro dello smaltimento dei rifiuti non riciclabili in Calabria - infiammatosi dopo le recenti dichiarazioni dell'assessore Regionale all'Ambiente Diego Tommasi - dal piano strettamente dialettico a quello più propriamente istituzionale. << Fin dal primo momento - hanno scritto insieme, rivolgendosi a Loiero, i segretari territoriali Pasquale Larosa (Cgil), Cosimo Piscioneri (Cisl) e Giuseppe Zito (Uil) - abbiamo criticato aspramente l'intenzione di realizzare il raddoppio del termovalorizzatore a Gioia Tauro che a inaccettabile perchè aggrava la situazione ambientale della Piana che si ritroverebbe circondata da centrali a metano, inceneritori, megadepuratore ed isole ecologiche, creando seri problerni alla funzionalità e allo sviluppo del Porto di Gioia Tauro. Le organizzioni sindacali reggine definiscono «insensata» e la costruzione della seconda linea del termovalorizzatore che porterebbe a 240 mila le tonnellate di rifiuti annue smaltibili a Gioia Tauro: << una quantità di - spazzatura`insostenibile per il territorio >>,  scrivono Larosa, Piscioneri e Zito, aggiungendo che << il megaimpianto  fuori da ogni logica razionale e garantisce soltanto la società, (i privati della Termo Energia Calabria, ndc) che già opera a Gioia Tauro. La "linea dura" di Cgil, Cisl e Uil non risparmia critiche nemmeno alla prima linea dell'inceneritore, andata a regime nell'aprile 2005: anche su quella - si legge infatti - nutriamo forti dubbi per la tecnologia impiegata che certamente non sarà di ultima generazione per stessa ammissione di chi ha voluto il raddoppio secondo il quale verrebbero utilizzati filtraggi avanzati e capaci di ridurre le temute emissioni di diossina».La "querelle" sulla questione 'Mantel, sempre ieri si è arricchita dell'intervento del Wwf che ha biasimato la pubblica dichiarazione di consenso di Tommasi riguardo il raddoppio dell' impianto. Ma non solo: dalla sede calabrese dell'associazione ambientalista internazionale, è stato ribadito un fermo "no" alla termodistruzione dei rifiuti. «Il Wwf - così si legge nel comunicato - s'è dimostrato sempre contrario alla pratica di bruciare i rifiuti: l'approccio di tipo impiantistico non ha mai risolto un problema che è fondarnentalmente di tipo gestionale e che risulta fortemente collegato ai modelli di produzione e di consumo oggi dominanti» . Secondo il Wwf l'alternativa dovrebbe essere invece il programma del cosiddetto "Zero Waste": ossia l'azzeramento dei rifiuti raggiungibile attraverso la regola delle 3 "r" (riduzione, riuso e riciclaggio, incrementando il sistema di raccolta "porta a porta") e sostenuto anche dal professor Paul Connett, esperto mondiale in materia di rifiuti che qualche anno visitò il termovalorizzatore di Gioia Tauro, denunciando «l'obsolescenza» delle tecnologie dell'impianto. «La nostra, regione - sostiene ancora il Wwf che afferma di solidarizzare con le popolazioni della Piana di Gioia Tauro contrarie all'impianto - continua a dimostrarsi deficitaria nel promuovere forti politiche di riduzione e riciclo dei rifiuti, mentre solo dopo aver messo in atto queste attività, si potrà ragionare sulle migliori modalità di trattamento della frazione residuale dei rifiuti, nel pieno rispetto della salute dei cittadini e dell'ambiente».

 

CALABRIA ORA

Mercoledì 6 settembre

 

 

Termovalorizzatore, e guerra

 

Scendono in campo gli oppositori del raddoppio dell'impianto di Gioia

 

La Regione per ora ufficialmente tace. Intanto, l'onda lunga generata dalle dichiarazioni dell'assessore Diego Tommasi, seguita alla sentenza della Corte Costituzionale sul via libera al raddoppio del termovalorizzatore non accenna a placarsi, trasformandosi in terreno di scontro politico, e registrando gli interventi dei Verdi a sostegno dell'assessore regionale, e di sindacati e Wwf in aperto contrasto con il termovalorizzatore. Opposte esternazioni che in pochi giorni fanno giustizia di ogni tatticismo. La Legge regionale 13/2005, che voleva impedire il raddoppio dell'impianto di Gioia Tauro, ribaltata dall'inaspettata sentenza dell'Alta Corte, meritava un dibattito, che pertò a tratti assomiglia alla hobbesiana "guerra di tutti contro tutti".Le clamorose dimissioni dai Verdi dell'ex consigliere provinciale Giuseppe Mesiano, che definiva <<incompatibile la militanza nel partito>>, in aspra polemica con il parere positivo sul termovalorizzatore espresso da Tommasi, crea un fronte del "Si" fatto di caute aperture dalla Federazione reggina dei Verdi, a difesa di Tommasi, proprio mentre un comunicato congiunto dei sindacati ribadisce la decisa opposizione di Cgil Cisl Uil, a firma dei rispettivi segretari generali Larosa, Piscioneri e Zito, che <<fin dal primo momento hanno criticato aspramente l'intenzione di realizzare il raddoppio dell'impianto di termovalorizzazione di Gioia Tauro> .Intanto, il Wwf, esprime il suo <<dissenso contro il previsto raddoppio dell'inceneritore di Gioia Tauro e la recente presa di posizione dell'assessore all'Ambiente Diego'Tommasi che si è dimostrato favorevole all'impianto». In particolare, il Fondo Mondiale per l'Ambiente ha riaffermato il deciso contrasto alla pratica dell'incenerimento, evidenziando la matrice gestionale del problema – rifiuti. Strategia da ripensare, sulla base, dice la nota, dell'obiettivo "Zero Waste", per uno smaltimento dei rifiuti basato su riduzione, riuso e riciclaggio degli stessi.<<Anche perchè appare tutto ,insensato ` proprio dal punto di vista energetico se con questa pratica si arriva a recuperare solo il potere calorifico, che è solo un quarto dell'energia complessiva incorporata nel rifiuto, mentre sarebbe possibile recuperare molta energia con il riciclaggio >>.Il Wwf chiude con un attacco alla politica deficitaria in materia della Regione, offrendo solidarietà alle << popolazioni della Piana di Gioia Tauro che si oppongono al raddoppio dell'inceneritore e che lottano per difendere il proprio territorio e il futuro del loro figli >>.La nota della Federazione Verdi di Reggio nasce invece come replica a Mesiano, ricordando che questi non risulta iscritto, e ironizza su una sua intransigenza da << radicale ambientalista >>; il termovalorizzatore, prosegue la nota, è questione complessa, <<sia per le alterne vicende che l'hanno caratterizzata, sia per gli esiti giudiziali ultimi> >.E se i Sindacati chiedono di <<incontrare urgentemente il Commissario per l'emergenza rifiuti e il Presidente della Giunta Regionale Agazio Loiero, per discutere dell'ipotesi raddoppio>>, i Verdi rispettano la sentenza della Corte, affermando che le risposte necessarie riguardano << Politiche ambientali alternative >>, non valutazioni politiche, in <<una realtà che è stata voluta da altri. Di tenore opposto le parole della Triplice: << Raddoppiare l'impianto di Gioia Tauro è insensato, perchè dovrebbe smaltire fino a duecentoquarantamila tonnellate di rifiuti l'anno, quantità davvero insostenibile per tutto il territorio della Piana di Gioia Tauro. Il  megaimpianto è fuori dalla logica razionale, garantisce solo la società che gestisce la prima linea e che opera già a Gioia >>.Per i Verdi le priorità restano comunque Piano regionale dei rifiuti e raccolta differenziata porta a porta, già nel programma operativo del Dipartimento Politiche dell'ambiente. Sul caso Mesiano, i Verdi concludono chiedendosi-<< di quali iniziative, nel Campo dello sviluppo sostenibile, si sia reso protagonista nella passata consiliatura e quali contributi abbia dato al partito >> , preferendo una politica dei fatti a determinazioni <<funzionali a logiche, architetture e alchimie di chissà quale suggeritore che certo non appartiene per modo di essere e di fare alla politica dei Verdi >>.

 

CALABRIA ORA

Venerdì 8 settembre

 

Termovalorizzatore, ancora rinvii

Nessuno decide, neppure il prefetto Alfiero. La palla torna alla Regione

 

Risposte tecnico-amministrative, e non politiche, quelle che ha dato ieri il commissario per l'emergenza ambientale in Calabria, Carlo Alfiero, ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil che gli avevano chiesto un incontro per esporre la loro contrarietà al raddoppio del termovalorizzatore dei rifiuti di Gioia Tauro. Nel faccia a faccia di Catanzaro, arrivato mentre nella Piana si sta rianimando la mobilitazione contro il potenziamento dell'impianto attivo  dal 2004, il rappresentante dell'Ufficio di governo ha rassicurato i sindacalisti circa la doverosa vigilanza sul grado di emissione nell'aria di sostanze nocive, ma non cèentrato nel merito della scelta di localizzare a due passi dal porto il sito unico regionale per lo smaltimento dei rifiuti.Non si è trattato comunque di un incontro interlocutorio, tenuto conto che Alfiero ha incontrato i sindacati nei giorni in cui infuria la polemica per le dichiarazioni dell'assessore regionale all'Ambiente Diego Tommasi, che lo ha chiamato in causa per la competenza presente e futura sull'impianto.Il responsabile nominato dal governo Berlusconi, infatti, si è detto impegnato ad attuare il piano regionale dei rifiuti attualmente vigente che, elaborato dalla giunta Chiaravalloti, appunto prescrive di non procedere alla costruzione del termovalorizzatore di Bisignano, per concentrare presso l'impianto di Gioia Tauro tutto lo smaltimento.<< Ora la partita si sposta sul livello politico - ha dichiarato alla fine dell'incontro il segretario della Cgil, Pasquale Larosa - abbiamo chiesto un incontro con il presidente Loiero, proprio per porre all'ordine del giorno la questione di un nuovu Piano regionale che superi questa impostazione e individui un sito idoneo per il sistema Calabria Nord. Se non avremo risposte in questa direzione, siamo disposti ad aprire una vertenza con il presidente del Consiglio e il ministro dell'Ambiente, alla luce anche delle recenti posizioni di quest'ultimo che ha bloccato i lavori per la costruzione degli inceneritori siciliani >>. I sindacalisti hanno chiesto informazioni sulla progettazione eseguita dalla società Termomeccanica, visto che il ministero non avrebbe ancora rilasciato la Valutazione d'impatto ambientale sul raddoppio,<< Abbiamo chiesto ad Alfiero di verificare se tutti gli atti necessari per portare avanti il progetto sono in regola - ha affermato Pino Zito, segretario provinciale della Uil - voler localizzare in una posizione così limitata di territorio tutta l'impiantistica regionale ci fa sorgere più di un dubbio: non siamo tranquilli e per questo vogliamo vederci chiaro >>.Le preoccupazioni delle, organizzazioni sindacali, che stamane terranno una conferenza stampa assieme ai sindaci e alle associazioni ambientaliste, sono comunque a più ampio raggio. Abbiamo espresso al commissario una preoccupazione molto sentita - ha concluso Cosimo Piscionieri, segretario provinciale della Cisl - il raddoppio riguarda un territorio dove già si registra un elevato impatto ambientale, per via del megadepuratore, della centrale a metano di Rizziconi e della prima linea del termovalorizzatore, a cui si dovrebbe aggiungere quello derivante dal rigassificatore. Non basta quindi una valutazione di impatto ambientale (Via) ordinaria, ma occorre una valutazione di impatto ambientale strategica che tenga conto di tutte le fonti di inquinamento >>. La mobilitazione dei consigli comunali prosegue, in un territorio di 33 Comuni in cui la maggior parte dei priori cittadini sono di centrosinistra. L'ultima iniziativa è del sindaco di Forza Italia di Rosarno, Carlo Martelli, che ha scritto a Loiero rappresentandogli l'ansia e le preoccupazioni dei cittadini per la superficialità con la quale le autorità decidono di trasformare il nostro territorio in una pattumiera al servizio della regione >>.

 

 

IL QUOTIDIANO

Venerdì 8 settembre

Ieri l'incontro con il commissario Alfiero

I sindacati chiedono il Piano dei rifiuti

 

CATANZARO - <<Chiederemo che venga rivisto il Piano Regionale dei Rifiuti, poichè non è possibile accettare che solo la provincia di Reggio Calabria ed in particolare la Piana di Gioia Tauro si debbano fare carico della fase finale del ciclo di smaltimento dei rifiuti >>.Questo il commento dei segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Pasquale Larosa, Cosimo Piscioneri e Pino Zito alla fine dell'incontro che si è svolto ieri mattina a Catanzaro con il Commissario per l'emergenza ambientale Carlo Alfiero al quale è stato chiesto di verificare la correttezza delle procedure di funzionamento della prima linea dell'inceneritore e della selezione dei rifiuti che vanno nel forno di Cicerna di Gioia. I tre leader sindacali reggini hanno elencato ad Alfiero una serie di "incidenti ambientali " nell'attività, di termovalorizzazione. Nel merito delle polemiche nate dopo le affermazioni di Tommasi, Larosa,Piscioneri e Zito non hanno spostato di una virgola il loro pensiero: << C'e qualcosa di misterioso e ci preoccupa nelle dichiarazioni di Tommasi . Vorremo sapere il pensiero del Presidente Loiero e dei capigruppo di centrosinistra è in linea con quanto affermato dall'assessore "Verde", per capire se è cambiato qualcosa nel centrosinistra calabrese sulla volontà di rivedere il piano dei rifiuti ed in particolare sul raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro. Ricordiamo bene quanto era scritto nel programma di Loiero e dell' intero centrosinistra. Sappiamo che dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, il Commissario può fare poco o quasi niente e che la risposta deve essere politica e non tecnica. Occorre rivedere il Prr perchè quello partorito dalla Giunta Chiaravalloti è stato praticamente stravolto visto che la realizzazione di alcuni impianti non è stata mai attuata >> .

 

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