IL QUOTIDIANO

 

LUNEDI 27 NOVEMBRE 2006

 

Giuseppe Zito (Uil) chiede l'attenzione delle istituzioni e del ministero

In citta mercato del lavoro drogato

 << Qualcuno ci spieghi come fanzionano le agenzie interinali >>

 

QUAL'E lo stato del mercato del lavoro a Reggio Calabria? Pino Zito, segretario provinciale della Uil di Reggio Calabria, non ha dubbi nel rispondere a questa domanda. Il suo è un osservatorio privilegiato rispetto a queste dinamiche e la sua analisi è cruda: "il mercato del lavoro a Reggio è drogato".

I meccanismi sarebbero talmente devastati che al caso della "parentopoli" nelle societàmiste, potrebbe affiancarsi l'utilizzo distorto che in riva allo Stretto pare si faccia delle società che gestiscono i lavoratori interinali.

"Sono ormai mesi - dice Zito - che denunciamo una forte distorsione del mercato del lavoro nella nostra provincia e nella regione Calabria. Ne abbiamo avuto conferma nel corso dell'estate con l'esplosione del caso di quella che i magistrati cosentini hanno definito una non corretta utilizzazione dei fondi della legge 488, poi, con le notizie arrivate da 'Vibo Valentia e con l'abbattimento di quasi l'80% dei posti lavoro che avrebbero dovuto trovare spazio nell'area industriale di Gioia Tauro con i finanziamenti europei".

"Oggi attraverso un'inchiesta giornalistica - dice ancora Zito - scopriamo che esistono seri dubbi se non altro di gestione etica del mercato del lavoro da parte del centro destra e di alcuni rappresentanti dell'opposizione. La verità e che basta analizzare i meccanismi che governano l'attuale mercato del lavoro per verificare che gli strumeuti legislativi attivati dalla Legge 30 sono stati utilizzati dal potere pubblico per diventare l'esclusivo soggetto di implementazione di lavoro sul nostro territorio; un meccanisiio che, fra l'altro, è riuscito solo a creare nuove sacche di lavoro precario".

"Oggi - prosegue il segretario della Uil di Reggio Calabria, Giuseppe Zito - avvertiamo un sistema drogato, destrutturato; siamo in presenza di una totale evanescenza del controllo, della verifrca e della conoscenza pubblica sull'intero mercato del lavoro. In più oggi sul territorio sono presenti anche le agenzie interinali. Strumenti che sfuggono ad ogni tipo di verifica, che neanche gli organi di controllo del ministero sono in grado di monitorare. Oggi non possiamo sapere se queste agenzie, la cui ratio era quella di offrire al mercato lavoratori cosiddetti di nicchia con alte professionalità, siano state utilizzate in maniera corretta nella nostra realtà."

"Di fatto il meccanismo che viene utilizzato è quello di un committente soprattutto pubblico che richiede alle agenzie interinali un certo numero di lavoratori con una specifica professionalità - precisa il segretario provinciale della Uil - per soddisfare alle esigenze che i vari committenti hanno. Nessuno, però, si è mai preoccupato di capire quali meccanismi si innestano in ordine a questa committenza, di verificare a quale distanza di tempo quei lavoratori avviati sono iscritti nelle liste dell'agenzia interinale rispetto ai tempi della richiesta fatta dal committente. Il tentativo ricorrente di defraudare le organizzazioni sindacali del loro ruolo di verifica, informazione e controllo dei vari soggetti che agiscono all'interno del mercato del lavoro ha appunto portato alle distorsioni di questo tipo".

"Nella realtà reggina, che abbiamo da sempre considerato anormale - conclude - è facile che si innescano dei meccanismi simili a quelli verificatesi con il progetto Obiettivoccupazione. Ne sappiamo, ne ci risulta lo sappiano gli uffici preposti del ministero del Lavoro, quanti degli oltre 400 lavoratori interessati dal progetto Workmed siano emersi e quanti ancora oggi si possano fregiare della dignità di lavoratore a tempo indeterminato".

gio.ve.

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