
IL QUOTIDIANO
Domenica 14 maggio
GUARDARE AL PASSATO PER ORGANIZZARE IL FUTURO
LA MANIFESTAZIONE sindacale del Primo maggio a Locri ha segnalato, se ancora ce ne fosse bisogno, la grande attenzione della Uil ripone verso le problematiche del Mezzogiorno d'Italia, della Calabria ed in particolare della Provincia di Reggio Calabria. In questo momento storico le segreterie nazionali dei sindacati confederali hanno recepito appieno le istanze che provenivano dalla base. In particolare, la Uil di Reggio Calabria ha da sempre lamentato incapacità della politica di manifestare gli interessi del territorio provinciale. Un lembo di penisola in cui i livelli di disoccupazione sono altissimi da troppo tempo. Una regione in cui si incontrano e si scontrano due estremi, rappresentati da dati offerti della provincia Cosenza (il cui tasso di disoccupazione si attesta al 10,8 %) e quelli rilevati nel territorio di Reggio Calabria ( con il 18,2 % di lavoratori disoccupati). La città dello Stretto sembra essersi rassegnata ad essere sempre di più il Sud del Sud dello stivale.Questi dati offrono il quadro preciso delle problematiche aperte nella provincia reggina. A più riprese segnalate alle segreterie confederali della Uil, della Cgil e della Cisl un lavoro costante che, l' appuntamento del primo maggio lo ha dimostrato, hanno fatto maturare alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e, quindi al mondo del lavoro italiano, la necessità di un intervento che rivesta i caratteri della straordinarietà.Noi continuiamo a ripetere che le condizioni, le risorse e la volontà esistono sul nostro territorio e sono sufficiente idonee per poter ribaltare la situazione. Ne abbiamo indicato gli ambiti e le prospettive. Ci auguriamo che la politica riesca a focalizzarle, a metterle in un circuito e a ottenere i risultati. Immaginiamo che il governo Prodi debba invertire la tendenza fin qui riscontrata della rarefazione delle aziende di Stato o a capitale pubblico (dalle Poste alle Ferrovie dello Stato, dall’Anas al Ministero della Difesa) sui territori della provincia. La rarefazione dei servizi che si traduce in un arretramento non solo dal punto di vista occupazionale ma anche e soprattutto in una cattiva qualità del servizio per i calabresi. Immaginiamo ad esempio che il futuro ministro della Difesa dovrà finalmente prendere atto che la minaccia al nostro sistema democratico non viene più dai paesi dell’Est, ma dai paesi del Medio Oriente. Ci sembra opportuno quindi, che gli innumerevoli insediamenti militari che fanno corollario al Nord e al Nord Est del nostro paese debbano essere spostati nel territorio meridionale. Raggiungendo due obbiettivi: quello di rendere congruo lo sbarramento a immigrazioni non volute con quello di avere finalmente un controllo del territorio meridionale da parte dello Stato che sia degno di questo nome. Con questo non vogliamo la militarizzazione del territorio, quello che chiediamo è un meccanismo virtuoso di risorse che pervadono il territorio. La scuola allievi carabinieri a Reggio Calabria è un esempio di quello che andiamo dicendo. Naturalmente il compito del governo nazionale dovrà prevedere la creazione di infrastrutture materiali e immateriali che consentono al territorio di competere con l’ economia globalizzata che stiamo vivendo. Al governo regionale abbiamo già abbondantemente rassegnato le nostre riflessioni, riscontrando un timido accenno da parte del presidente Loiero in ordine alle risorse relative al Porto di Gioia Tauro. Non besta. Gli accenni non dovranno essere timidi. Le questioni dovranno essere affrontate nell'immediatezza, con il massimo di coerenza e coesione politica e gestionale. In questo senso siamo convinti che non solo Uil, Cgil e Cisl locali daranno il loro contributo, ma ci aspettiamo anche che le strutture nazionali riescano, per esempio a Locri, a determinare almeno quello che è successo a Scampia, ovvero l’ insediamento di una struttura universitaria a servizio dell'elevazione culturale e sociale di quel lembo di territorio italiano. Noi siamo fiduciosi, sappiamo che questo non basta e che necessita un lavoro costante di verifica e di tutela e di avanzamento della progettualità. Noi chiediamo ai calabresi e ai reggini in particolare, di tendere tutti insieme all’ottenimento dei risultati, senza le polemiche sterili a cui siamo culturalmente abituati.E' necessaria una presa di coscienza forte non solo delle nostre possibilità. Per questo chiediamo ai reggini di guardare al loro passato per organizzare il loro futuro e quello dei loro figli.
Segretario provinciale Uil - Pino Zito