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IL QUOTIDIANO

Venerdì 24 giugno 2005

 

 GIOIA TAURO . Dura replica della triplice ai vertici del consorzio reggino sullo sviluppo dell'area                           industriale

<< L'UNICA REALTA' CONFUSA E' L'ASI >>

 

“ Ci sembra che l’unica realtà confusa che esista a Gioia Tauro è  l’ASI e i suoi rappresentanti “ questa la risposta di CGIL/CISL e UIL alle esternazioni del Presidente e del Direttore dell’ASI in relazione agli ultimi sviluppi sul Porto e l’area industriale di Gioia Tauro.

“ Se non confusi questi Dirigenti – continua il documento dei Sindacati – sono almeno disinformati esternando su articoli di stampa e non sul documento presentato al Sottosegretario Nola in occasione dell’incontro dell’ 8 Giugno u. s.

Dal documento infatti si evince che, il giudizio delle OO.SS. Confederali è, se possibile, ancora più duro e puntuale rispetto alla attuale situazione che si può oggettivamente, riscontrare nell’area industriale.

Per quel che riguarda le competenze di monitoraggio e verifica basta leggere il documento alla pagina 4 8° c.p.v.   per sapere a chi spetta,  secondo le OO.SS,  il potere di vigilanza.

Ma non è per questo che i vertici dell’ASI si sono sentiti “offesi” .

 “ L’offesa” è dovuta alla denuncia all’acclarato fallimento della ragione di essere dell’ASI, per la verità, non solo di quella di Reggio Calabria ma di tutte le ASI calabresi fallimento rilevato e riconosciuto non solo dalle OO. SS Confederali regionali e provinciali, ma dallo stesso Presidente Loiero ed ampiamente riportato di tutta la stampa regionale a seguito dell’incontro tenutosi in sede di Giunta Regionale presenti, fra gli altri, i vertici dell’ASI di Reggio Calabria .

Peraltro la responsabilità del mancato sviluppo dell’area industriale di Gioia Tauro è più grave, in quanto si tratta  dell’area industriale più estesa del Mezzogiorno d’Italia e lo stesso Porto di Gioia Tauro, anziché un pericoloso concorrente come lo ha considerato l’ASI, rappresenta un possibile, se pur eccezionale, volano di sviluppo dell’intera Calabria.

A questo proposito è utile sottolineare che il subdolo e reiterato tentativo di far apparire CGIL/CISL e UIL sistematicamente “ apparentate “ con l’Autorità Portuale è degno più di quella parte della Calabria che detiene  la caratteristica della transumanza e del trasversalismo che tanti danni sta provocando all’intera regione,  che ad una dirigenza oculata che ben dovrebbe conoscere le posizioni  assunte da sempre da CGIL/CISL e UIL in relazione alle questioni portuali ed industriali che riguardano ia Piana di Gioia Tauro.

Ma questi signori dov’erano e quale progetto hanno sposato nel luglio del 2003, Chiaravalloti ostacolava visibilmente l’area di Gioia Tauro .

Noi lo ricordiamo bene - rilanciano Piscionieri, Zito e Larosa- come ricordiamo le vicende relative all’Interporto, al raddoppio del termovalorizzatore, al tentativo di spostare la logistica di Gioia Turo, alla saturazione dell’Area della Piana attraverso il tentativo di farla diventare una pattumiera, insomma una posizione prona, per la verità non solo dell’ASI, ad interessi a noi sconosciuti.

Tanto che da tempo  la domanda senza risposta, è cui prodest?

Quanto poi all’imposizione nei confronti del Sottosegretario Nola a noi piace considerala, invece, una veemente richiesta di  discontinuità,  rispetto al recente passato di metodi  di programmazione  e di gestione che hanno  prodotto i danni che sono sotto gli occhi di  tutti e che meritano un’attenta analisi e considerazione non solo della politica ma, anche, di altri organi dello Stato .

Pertanto chiedere, come hanno fatto CGIL/CISL e UIL Regionali  il superamento delle ASI, è un atto dovuto, di risarcimento e di giustizia nei confronti dei contribuenti calabresi.

Restiamo in attesa di conoscere gli sviluppi a seguito dell’incontro avuto con Nola a Gioia Tauro senza dare nulla per scontato e ribadendo i contenuti del documento presentato l’8 Giugno u. s.          

                                                                                                                                 m.a.

 

IL QUOTIDIANO

Giovedì 16 Giugno 2005

 

 

Il Segretario della UIL reggina, Giuseppe Zito,  chiede l'intervento della Giunta Loiero

TRASPORTI, SI IMPEGNI LA REGIONE

 

Nei mesi  scorsi il segretario generale della Uil di Reggio Calabria, Giuseppe Zito aveva inviato una lettera aperta al ministro per le Infrastrutture Lunardi lamentando lo stato di difficoltà nel quale si agitava il mondo dei trasporti della Calabria e della  provincia di Reggio in particolare.

A stretto giro di posta il ministero, per firma del direttore generale Valeria Oliveri, ,aveva  fornito una prima risposta legata, soprattutto, allo stato dell'arte dei lavori di ammodernamento dell'auostrada Salerno - Reggio Calabria.

Nella missiva il ministero ler le Infrastrutture e per i trasporti, dopo aver fatto un breve escursus sulla situazione storica dei cantieri in atto, aveva messo nero su bianco alcune scadenze per la chiusura di alcuni cantieri e l'avvio dei lavori del quinto e del sesto macrolotto. Due interventi per i quali l'Anas prevede il completamento entro il 2008. A fronte di questa situazione la lettera del ministero così terminava: "Pur essendo innegabile il disagio per l'utenza, si cercherà, di ridurre lo stesso per il prossimo esodo estivo allorché 1'ultimazione di alcune lavorazioni permetterà l'eliminazione di   alcune chiusure ".

Risposta che non ha accontentato il segretario della camera sindacale reggina della Uil.

"E' ormai alle porte il periodo estivo - dichiara Pino Zito - e noi siamo fortemente preoccupati. Al momento due cose sono prevedibili: primariamente vi sarà un aumento del traffico sull'A3. non tanto per flussi turistici organizzati quanto, soprattutto, per il fenomeno del turismo di rientro che interessa le popolazioni meridionali e secondariamente al momento nessun programma di accoglimento di questo maggiore flusso- dì traffico risulta essere stato organizzato o in via di programmazione".

"Eppure - prosegue Zito - ci eravamo attivati in tempo utile par capire quali soggetti avrebbero dovuto attivare tale programma. Un piano che avrebbe potuto evitare la trasformazione dell'A3 in un inferno per gli automobilisti di passaggio, ma che avrebbe dovuto prevedere il potenziamento sia del vettore aereo che di quello ferroviario".

"A fronte di tutto questo - dice ancora il segretario della UIL reggina - inopinatamente l'unico avvenimento che riguarda l'aeroporto di Reggio Calabria è quello del collegamento con Malta, mentre altri scali regionali siu proiettano verso gli Stati Uniti d'America, mentre dal punto di vista del trasporto ferroviario nulla si sa di un suo potenziamento reale e la concomitanza con i  lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla tratta reggina non ci fanno dormire sonni tranquilli".

" Sarebbe opportuno - conclude Pino Zito - che la giunta regionale  o gli assessori competenti , sia pure in termini di discontinuità con il passato, si facessero parte diligente per costringere l'Anas a razzionalizzare gli interventi durante l'ormai prossimo periodo estivo.

g. v.

 

IL QUOTIDIANO

Giovedì 9 giugno 2005

PIATTAFORMA SINDACALE PER GIOIA TAURO

 

GIOIA TAURO - << Proficuo e soprattutto chiarificatore >>. Così è stato definito, alla fine, il lungo incontro che Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno avuto ieri mattina,nella sede dell’ Autorità portuale, con il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Giuseppe Nola,che ha la delega sull’ area di Gioia Tauro. Un incontro, al quale hanno partecipato il presidente e il segretario dell’ autority Guacci e Maccarrone, è durato alcune ore che è servito a sviscerare in tutte le sfaccettature delle problematiche che secondo il sindacato rallentano i processi di sviluppo della struttura portuale e dell’area circostante.

Cgil-Cisl-Uil e Ugl, hanno dichiarato di apprezzare la scelta della giunta regionale di nominare un sottosegretario per l’area portuale di Gioia Tauro, pur non condividendo alcune affermazioni di Loiero relativamente alle motivazioni che hanno portato alla scelta di Nola.

Sin da subito i sindacati hanno chiarito che si aspettano dal sottosegretario un vero ruolo di coordinamento che dovrà vedere coinvolti anche gli assessorati con deleghe strategiche sul porto e sull’ area industriale: Ambiente, Attività Produttive, Urbanistica, Trasporti.

Dopo anni di << completo isolamento nel confronto con la Regione>> il sindacato calabrese ha ribadito che non farà sconti a nessuno e che <misurerà l’ azione politica ed istituzionale della Regionale dai risultati concreti che produrrà>>.

Unanime il ragionamento di Zumbo, Larosa e Larocca per la Cgil, Zito e Rizzo per la Uil, Ferrari e Piscioneri per la Cisl e Russo, Andriello e Brogni per l’ Ugl: << Il porto potrebbe costituire uno snodo strategico nell’ organizzazione logistica per i più grandi operatori del transhipment i quali dovranno affrontare l’aumento notevole dei volumi di traffico ipotizzato nel medio periodo>>.

A quasi dieci anni esatti dall’ inizio dell’ insediamento della Conthip Italia con la firma dell’ accordo di programma del 29 luglio del ’94, Gioia Tauro è diventato il primo Porto del Mediterraneo e il terzo Porto d’ Europa per la movimentazione di container ( circa 3,3 milioni nell’ anno 2004 ma con una crescita inferiore rispetto ai Porti concorrenti ). Nell’ ambito dell’ Area portuale trovano oggi occupazione ben circa 2000 lavoratori fra diretti e indiretti anche se frequenti sono le crisi delle aziende che ruotano attorno alle attività del Porto.

Per il sindacato << si avverte la necessità di diversificare, ampliare e programmare nuove attività commerciali e la necessità di creare un sistema di attività al di fuori del bacino Mct, che consenta, attraverso l’ utilizzo di parte delle banchine e dei piazzali per attività non collegate al transhipment, la diversificazione delle attività lavorative creando così i presupposti di attività polifunzionali>>. Dopo aver espresso giudizi negativi sulla passata Giunta Regionale di centrodestra guidata da Chiaravalloti, che in modo palese, avrebbe remato contro Gioia Tauro, poiché non è stata capace né di aggiornare il Piano regionale dei Trasporti né di elaborare un Piano regionale della logistica per aiutare e consolidare il successo del Porto. Il sindacato ha chiesto la realizzazione degli interventi infrastrutturali per far aumentare la capacità di movimentazione delle navi, soprattutto di grosse dimensioni, l’elaborare del Piano Regolatore dell’ Area Portuale per consolidare la posizione strategica del porto.

Tra le prime priorità è stato segnato l’ immediato adeguamento del raccordo ferroviario fra il porto e la stazione ferroviaria di Rosarno. Non sono mancate le richieste di blocco del raddoppio del termovalorizzatore e di altri impianti inquinanti che rischiano di depotenziare il Porto, il suo sviluppo e l’ intera area industriale. << E’ necessario – secondo il sindacato calabrese – legare il Porto al territorio e al sistema produttivo regionale evitando il ripetersi del fallimento di quasi tutte le aziende finanziate con i Fondi Agevolati, 488 ecc che è stato prodotto per l’ assenza di una programmazione industriale a livello regionale e locale in settori o filiere che si sono rivelate fallimentari >>. Per Cgil - Cisl – Uil, << occorre prendere atto del fallimento di questo primo tentativo di industrializzazione organica dell’ area di Gioia Tauro stigmatizzando le notevoli responsabilità dell’ Asi di Reggio Calabria>>, per la quale è stato chiesto il suo azzeramento.

<< Nessun monitoraggio nel corso degli anni è stato effettuato al fine di individuare, affrontare e superare le problematiche che hanno impedito alle imprese di avviare la produzione. Non vorremmo – hanno affermato i dirigenti sindacali – che, alla fine sull’ Area Industriale di Gioia Tauro, si fossero concentrati “interessi” al di fuori della produzione industriale. Pertanto,riteniamo necessario recuperare gli immobili e le risorse finanziarie, al fine di favorire altri insediamenti produttivi di dimensioni adeguate, collegate alle attività del Porto e della logistica>>. Sull’ impianto di rigassificazione previsto nell’ area portuale, collegato alla Piattaforma del Freddo, il sindacato ha espresso pareri positivi perché <potrebbe rappresentare un importante opportunità per valorizzare e per attrarre insediamenti produttivi, di una certa dimensione, soprattutto nel settore agroalimentare, grazie ai vantaggi economici derivanti dai costi, quasi pari allo zero, delle frigorie necessarie per la conservazione delle merci. Così il Porto, oltre all’ attività di base di trashipment, si potrà specializzare anche nella lavorazione e nel traffico dei container refrigeranti, entrare in concorrenza con i Porti del Nord Europa che da tempo intercettano questo tipo di attività.

La lavorazione del freddo nel Porto di Gioia Tauro, se gestita da aziende solide che stanno sui mercati internazionali, potrà avere impatti sull’ occupazione diretta e indiretta attraverso le aziende agricole calabresi, che se accolgono la sfida e l’ opportunità, potranno svilupparsi e penetrare con prodotti di qualità sui mercati esteri>>. E’ indispensabile, inoltre, << dare corso all’ attuazione del decreto amministrativo del 1° agosto 2003 che tante speranze aveva generato per realizzare “ la zona doganale franca” gestita dall’ autorità portuale sulla quale – hanno sottolineato i dirigenti sindacali – è sceso il silenzio, invece di attivare un’ attività promozionale a livello Europeo per attrarre imprese che operano nella logistica, nell’ immagazzinamento dei prodotti e delle merci>>.

Altro nodo cruciale per il sindacato calabrese è il completamento dell’ Interporto, la cablatura dell’ area, il potenziamento dei servizi di informatica e di telematica. Sull’ interporto Cgil – Cisl – Uil, hanno auspicato <una gestione manageriale con dei soci che abbiano capacità finanziaria, organizzativa e soprattutto competenza nella logistica come Trenitalia Cargo, Hannibal, Sogemar e Blg logistica, le grandi imprese di logistica nazionale e quelle locali: <Non possiamo condividere – hanno ribadito – la proposta di una società di gestione, con maggioranza di capitale pubblico e con una direzione che ci ha lasciato a perplessi ecco perché siamo convinti che bisogna andare al più presto alla modifica della società e del suo assetto gestionale>>.

La complessa situazione dell’ area di Gioia Tauro deve coinvolgere tutti i Sindaci della Piana, poiché<l’ unità delle Istituzioni locali – secondo il sindacato – rafforza il territorio e costituisce un argine alle infiltrazioni criminali e mafiose nelle diverse attività economiche>>.

Michele Albanese

IL QUOTIDIANO

Giovedì 2 giugno 2005

Le garanzie chieste a Loiero

CRESCE L'ATTENZIONE DI CGIL, CISL E UIL SUL FUTURO DEL PORTO

 

GIOIA TAURO - Un documento per riproporre all'attenzione della collettività calabrese e della giunta regionale la delicata situazione che riguarda l'area industriale di Gioia Tauro e lo stesso Porto, Che nei giorni scorsi, sono stati oggetto di discussione della neo giunta regionale.

E' quello che i segretari di CgIL, Cisl e Uil, Pasquale Larosa, Cosimo Piscioneri e Pino Zito, hanno stilato per cercare di rilanciare il confronto con la massima istituzione calabrese .I tre leader sindacali hanno espresso un giudizio unanime di «grande preoccupazione in ordine alle notizie di stampa apparse a seguito del vertice convocato a Catanzaro dal Presidente Loiero».

«Sembra infatti emergere dallo stesso - scrivono Larosa, Piscioneri e Zito - che il problema principale anche se pur importante e necessario, sia quello della costruzione di una grande area portuale e di logistica, la creazione di una struttura doganale adeguata ed autonoma richiesta, già formulata dalle organizzazioni sindacali confederali sin dall'avvio dall'attività portuale».Ben altri per il sindacato sono i problemi che preoccupano non solo quelli trattati nel corso della riunione a Catanzaro.

«Non legare in maniera determinante - affermano i segretari della triplice sindacale, Larosa, Piscioneri e Zito il progetto del rigassificatore, che dovrebbe sorgere all'interno dell'area portuale, ad un piano industriale che preveda la realizzazione della piastra del freddo; non discutere dei tempi della realizzazione concreta delle opere infrastrutturali programmate che adeguerebbero il porto al sistema portuale internazionale, non dare un'inunagine di chiarezza e trasparenza rispetto al completamento dell'Interporto e della società che lo deve gestire o non determinarsi su un progetto di sviluppo della logistica, significa - per il sindacato - approcciare il problema Gioia Tauro in maniera inadeguata e superficiale che non consente la realizzazione di quell'attenzione più volte annunciata ma mai realmente concretizzata».Anche la questione area industriale è sembrata ai tre segretari di Cgil, Cisl e Uil poco approfondita per la gravità della situazione che ne emerge: «Più volte abbiamo denunciato lo sperpero di migliaia di miliardi di vecchie lire, tanto che oggi non ci rimane altro che raccogliere i cocci di una realtà mai decollata con l'aggravante di aver svilito un'area industriale tra le più importanti dell'intero mezzogiorno d'Italia».

Per questi motivi i tre segretari hanno convocato per giovedì prossimo alle ore 11.00 presso  il salone della Cgil di Gioia Tauro una conferenza stampa per chiarire le loro proposte e richieste che verranno inoltrate alla Giunta Regioriale.

«L'obiettivo di fondo - hanno affermato i sindacalisti Larosa, Piscioneri e Zito sarà quello di verificare concretamente se esiste una reale discontinuità fra la nuova e la vecchia Giunta Regionale - che secondo il sindacato - tanto danno, ritardi e responsabilità ha accumulato nei confronti di Gioia Tauro».

II sindacato confederale reggino e della Piana rilanda, dunque, per l'ennesima volta l'attenzione sulla variegata e contraddittoria realtà che Gioia Tauro rappresenta per il futuro dello stesso territorio e della regione.Una realtà nella quale tante, troppe cose non hanno funzionato al meglio rischiando di compromettere le potenzialità di sviluppo dell'area .

Michele Albanese

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