IL QUOTIDIANO

 

GIOVEDI' 12 GENNAIO

 

Pino Zito, segretario provinciale della Uil, analizza le problematiche territoriali

<< LA POLITICA FRENA LO SVILUPPO >>

Momento di riflessione in vista della fase congressuale

 

Lo sviluppo  della Calabria, appare frenato ed il piede sul pedale sembra proprio che lo schiacci il ceto politico regionale. Di questo ne è fermamente convinto il segretario provinciale della Uil di Reggio Calabria, Giuseppe Zito. E' una intuizione frutto di un'attenta analisi dei faitti operata in vista dell'apertura della stagione congressuale della camera sindacale raggina. "Se guardiamo al passato - dice Zito - le cose che sono cambiate sono molte e spesso il cambiamento non è stato un cambiamento positivo. E' ormai ufficiale che il nostro è un Paese in crisi che sta affrontando le conseguenze della cosiddetta globalizzazione in maniera totalmente inadeguata. Un Passe che si affida ancora allo stellone, non avendo fatto una scelta nè liberista nè interventista". Difficoltà amplificate secondo il segretario provinciale della Uil dalla presenza alla guida della "macchina Paese" del governo di Silvio Berlusconi. " Il governo Berlusconi - prosegue - è stato biecamente libel rista riguardo al mondo del lavoro (come esempio si veda l' approvazione della cosiddetta Legge 30) ed interventista, nei settori vitali dell'economia nazionale". Una fase di stallo che ha avuto i suoi riflessi anche in Calabria.  "L'ultimo quinquennio anche in Calabria - dice Zito - si è caratterizzato con tutta una serie di avvenimenti il cui risultato finale è stato quello di aver allontanato la regione sempre di più da un contesto nazionale sia pure in crisi. Vicende che si sono concluse con il drammatico assassinio di Franco Fortugno e la reazione della popolazione giovanile della parte più diseredata del territorio dell'Europa". "Un solo dato sia pure eclatante - continua il segretario provinciale della Uil - riguarda il livello di povertà raggiunto da ampie fasce di cittadini. Su due milioni di abitanti ben 840 mila sono cittadini indigenti. Ma ancora sommando i lavoratori disoccupati e quelli in nero si raggiunge la cospicua cifra di oltre 400 mila lavoratori espulsi dal potenziale circuito produttivo calabrese. Come dire che se per i prossimi quaranta anni ci fosse la possibilità di inserire questi lavoratori nel circuito produttivo bisognerebbe attivare un meccanismo virtuoso che  possa assorbire 10 di questi lavoratori ogni anno. E' evidente che di meccanismi virtuosi di questo tipo la Calabria non è  in grado di attivarne a meno che non si intervenga, al di là del paccheto Locride, con mentalità, strumenti e impegno del tutto eccrezionali ". Una crisi amplificata dall'incapacità del mondo politico di trovare la soluzione a questi problemi. " Ciò nonostante - dice ancora - noi continuiamo a pensare che le condizioni per affrontare le problematiche descritte  la Calabria  c'è l' ha  al suo interno. Dopo Maastrcht, da quando siamo stati costretti  a ragionare  su risorse endogene del territorio ci siamo convinti di abitare una regione ricca, un territorio ricco, ma le cui potenzialità vengono completamente inutilizzate" gli esempi sono stati tanti. Dalla straordinaria scalata di Gioia tauro fra gli snodi mondiali del trashipment, alle potenzialità territoriali e culturali inespresse ai giovani che hanno deciso di alzare la testa e di guardare con occhi diversi alla propria regione. La Uil di Reggio Calabria si sente pronta ad assolvere ai propri compiti, a rilanciare la sfida per rendere migliore questa terra. " Con questo animo - conclude Pino Zito - noi affrontiamo la nostra fase congressuale, in un moto di riflessione interna e con proposte che alimentino lo spirito di servizio di soggeti collettivi, istituzionali e non" .

  

Le proposte del sindacato per uscire dalla crisi

Il futuro della nostra Regione non passa solo da Gioia Tauro

 

Le contraddizioni di Gioia Tauro sono le contraddizioni della Calabria. Da una paste un porto the a cresciuto sino a diventare un punto di riferimento nel mondo del trasporto merci sulle autostrade del mare e dall'altra un territorio che pare rigettare una qualsiasi ipotesi di sviluppo. "Nel 2005 - dice il segretario generale della Uil di Reggio Calabria, Pino Zito - si è festeggiato il decennale della valorizzazione del porto di Gioia Tauro. Di Gioia ne parla il mondo intero essendo esso un hub portuale in collegamento con i, maggiori porti del Mediterraneo, del Mar Nero, dell'Estremo e Medio Oriente,

 dell' America e del Nord Europa. Purtroppo il porto  di Gioia tauro non è collegato con Gioia Tauro. Sempre a Gioia da anni si discute  di questo mancato " collegamento", non è ancora comprensibile infatti  perchè al di là del notevole business derivante dal trashipment non si riesce a  realizzare intorno a esso un'economia che dia risultati al territorio. Eppure le idee ci sono e sono state pubblicamente "adottate" da tutte le forze politiche calabresi e non". 'Come recuperare risorse economiche da Gioia - prosegue Zito  - ci viene indicato da una sola iniziativa il rigassificatore. Senza entrare nei dettagli questa operazione porterebbe alle casse della Regione Calabria ben 1000 miliardi di vecchie lire ogni anno. E poi l'interporto, la piastra del freddo. Il perchè non si riescano a realizzare queste iniziative è uno dei tanti misteri di questo lento estremo di penisola", Ma la Calabria non è solo Gioia Tauro. "Pensiamo - prosegue - alle risorse energetiche non consumabili di cui è ricco il territorio . Che con il suo sistema di dighe (ben dieci) potrebbe fornire energia elettrica in quantità sufficiente per riequilibrare ii fabbisogno energetico nazionale. Ci siamo riempiti di termovalorizzatori e ancora una volta siamo rimasti in mezzo al guado. Abbiamo realizzato strutture termo si, ma non valorizzatori". "E poi - dice ancora- a tutt'oggi si accumulano discussioni stucchevoli sulla costruzione del Ponte, ma visto che sulla questione le cose sembrano andare avanti anche qui non si capisce come il territorio potrebbe avvantaggiarsene". "E poi - non si ferma Zito - ancora il turismo, le risorse ambientali marine e montane, i giacimenti archeologici, le produzioni agricole sia pure di nicchia ma di altissima qualità  dall'olio ai fichi sessi. Le risorse ci sono, ciò che la manca è un'efficace progettualita". "Si fa un gran discutere di cultura e di spirito di servizio - conclude - a queste discussioni ormai ultra ventennali hanno dato un taglio deciso le prese di posizione dei giovani locresi. Ancora oggi la Calabria si caratterizza per una forte litigiosità all'interno, per una concorrenzialità campanilistica fra i vari territori. Se il sistema logistico nazionale ed internazionale guarda a Gioia Tauro i tentativi di trasferire  l'interporto a Lamezia o a Sibari possono fare  si la fortuna di qualche clan , ma sicuramente è un'operazione che non interessa gli operatori del Medio Oriente, dell'America e dell'Europa del Nord. E' il momento di dire basta  a tutti questi stucchevoli balletti. I ragazzi di Locri chiedono questo ed è una domanda del tutto ineludibile a meno che  non si voglia dare ragione al dottor Gratteri  quando afferma realisticamente che il futuro della Calabria consiste nel continuare a galleggiare in un mare di... "

 

 

Rapporti fra criminalità e spezzoni deviati della massoneria

<< Bregantini ha ragione >>

 

 

" Venticinque  anni fà Uil, Cgil e Cisl organizzarono uno sciopero contro la `ndrangheta a Locri. Allora quella manifestazione di protesta civile venne organizzata perchè da più parti si continuava ad affermare, in netta contraddizione con la realtà, che il fenomeno malavitoso in Calabria ed in provincia di Reggio Calabria in particolare non esistesse". Pino Zito, segretario provinciale della Uil reggina, torna indietro con la memoria per analizzare un fenomeno tutto nuovo: la pacifica rivolta dei ragazzi di Locri scatenata dall'omicidio di Franco Fortugno, il vice presidente del consiglio regionale ucciso nell'androne di palazzo Nieddu con cinque colpi di pistola nel giorno delle primarie dell'Unione. "A distanza di venticinque anni il 25 di novembre scorso - dice ancora il segretario provinciale della Uil - in occasione di uno sciopero generale contro la finanziaria Uil, Cgil e Cisl hanno caratterizzato lo sciopero di Locri  con l'intento evidente di manifestare contro la ndrangheta". Un ritorno al passato contro un fenomeno criminale che non trova soluzione di continuità. "E' di questi giorni - prosegue - la presa di posizione di un acuto osservatore dei fatti della Locride, ovvero monsignor Bregantini. II quale tenta di dare, facendo un'analisi, delle spiegazioni sui perchè della condizione della Locride e non solo. Parla di logge massoniche deviate, di cosche maflose e di una loro relazione, forse dimentica la burocrazia e poco dice sulla politica. Noi riscontriamo un'anomalia in termini di rappresentanza politico istituzionale, quando facciamo mente ad un fenomeno del tutto inusuale degli undici consiglieri regionali eletti nelle varie liste della provincia di Reggio Calabria ben sette provengono dal territorio della Locride". "Ed è per questi motivi - dice ancora - che riteniamo che l'analisi di monsignor Bregantini non vada respinta ma che tutti i soggetti istituzionali, politici, associativi, ecclesiali, esclusa la 'ndrangheta naturalmente, debbano fare uno sforzo di auto analisi e di analisi per verificare se ci sono tiri da correggere. Senza scandalismi o prese di posizioi aprioristiche poichè il nostro prino compito è quello di aiutare ad indignarsi tutti quei cittadini che da anni chiedono risposte e ricevono esclusivamente pacche sulle spalle. Con questo spirito noi affrontiamo la nostra fase congressuale, in uno spirito di riflessione interna e con proposte che alimentino lo spirito di servizio di soggetti collettivi, istituzionali e non".

 

 

CHIUDI PAGINA